Il Tfr per sommi capi

Visto che siamo in periodo di scelte difficili, giro di seguito un breve sunto che ho preparato rispetto alla destinazione del Tfr. E’ solo descrittivo e preso molto alla larga, ma credo contenga le informazioni essenziali.
Per altre informazioni consiglio di guardare:

 

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Tiochfaidh ar la

Mercoledì 7 marzo alle 13.00 un gruppo di supporters del Celtic in trasferta a Milano per la sfida di Champions, si radunerà in Piazzale Loreto per rendere omaggio ai martiri partigiani.
Questo gruppo, il T.A.L., è formato da figli della diaspora iralndese, repubblicani e antifascisti e il loro è un gesto di una nobiltà rara.
Ad accoglierli, insieme agli antifascisti milanesi, ci sarà Giovanni “Visone” Pesce.

TAL

Do you know Grattachecca&Fichetto?

krazy cat

Dal 1910 al 1944 George Herrimann pubblica sul New York Journal le strisce di Krazy Kat, una gatta (o un gatto?) che vive una storia d’amore non corrisposto con il topo Ignatz. Quest’ultimo le/gli mostra tutto il suo disprezzo rispondendo alle sue avances con precisi e violenti colpi di mattone.
A difendere l’ordine e Krazy Kat c’è Officer Bull Pupp, cane poliziotto che, a conclusione di ogni episodio, arresta il topo.
Il tutto si svolge nel contesto di un paesaggio lunare, dove la prigione è l’unica costruzione.
C’è da considerare che la striscia compariva su tutte le uscite del giornale: Herrimann quindi, per 34 anni della sua vita, propose ogni giorno strisce diverse fra loro, ma tutte rispondenti alla medesima dinamica.

C’è Franco e Franco

APPELLO DI SOLIDARIETA’

La segreteria del Prc ha dichiarato incompatibile con il partito il senatore Franco Turigliatto, a seguito della sua non partecipazione al voto sulla politica estera del governo. Ci sembra una scelta sbagliata e grave.
Innanzitutto perché l’atto parlamentare non solo è in piena coerenza con il programma storico di Rifondazione comunista ma anche perché in sintonia con le istanze di pace dei movimenti degli ultimi anni.
Pensare che un governo di centrosinistra possa imporre ai suoi sostenitori missioni di guerra come l’Afghanistan o il raddoppio di una base come quella di Vicenza ci sembra una miopia e la causa prima della crisi attuale.
Ma il comportamento di Turigliatto è stato anche accompagnato da un gesto di serietà e correttezza che non può essere sottovalutato: in una politica in cui il seggio o la “poltrona” rappresentano un valore a prescindere, aver presentato le dimissioni al Senato, dopo quarant’anni di militanza politica passata a fianco degli operai e dopo aver costruito dalle fondamenta il Prc, in particolare a Torino, ci sembra un fatto di grande novità e di grande moralità per quanto noi pensiamo che queste dimissioni siano da ritirare.
Nel nostro Parlamento c’è bisogno di rappresentanza delle ragioni della pace, del pacifismo “senza se e senza ma”: ce n’è bisogno alla vigilia della campagna di primavera in Afghanistan e ce n’è bisogno rispetto alle sudditanze che si profilano rispetto agli Usa.
C’è bisogno di atti come questo per quanto difficili e delicati ma che servono anche per colmare la distanza tra politica e società.
Tutta la nostra solidarietà a Franco Turigliatto e tutta la nostra disponibilità a costruire con convinzione un movimento per la pace “senza se e senza ma”.
la mail su cui raccogliere le adesioni è :

con-turigliatto@libero.it

In direzione ostinata e contraria

clock

L’avevo iniziato un mese e mezzo fa, ma l’ho piantato subito; la scorsa settimana l’ho ripreso e me lo sono bevuto in pochi giorni.
Quella che segue è una breve presentazione di In senso inverso di Philip K. Dick che ho scritto per un gruppo di lettura; se vi garba leggetevi il libro. Piacerà certamente di più.

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Ok, ok ho capito

Cari soldati della Famiglia,

scrivo queste poche righe per informarvi che mi avete convinto: ho deciso di sposarmi. Niente di immediato, naturalmente, e tutto rigorosamente laico, ma in un periodo non troppo lungo farò questo passo.
Da tre anni convivo con una persona che frequento da più di dieci e sinceramente non mi va di dover passare fasi di decantazione per vedermi riconosciuto qualche straccio di diritto, così come prevede la proposta sulle coppie di fatto formulata dal Governo.

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Franco Giordano, un uomo un perché

Quando il perchè sta per: perché proprio lui?
Il fatto è che il Giordano non manca occasione per dar prova del suo valore. Ieri, per esempio, commentando la notizia di una possibile disponibilità americana a trattare rispetto all’affare Dal Molin, il nostro ha dichiarato:

Confido nel fatto che questo movimento possa ottenere ciò che chiede, ovvero lo spostamento della base Usa fuori da Vicenza.

Giordano, evidentemente, ha un modo tutto suo di intendere il partito che sta nel movimento; gli sta, secondo lui, proprio in bocca e tenta di parlare al suo posto.
Tra l’altro il movimento vicentino è davvero interessante proprio perchè i suoi esponenti ricordano continuamente di essere contro la base perchè contrari alla guerra. Giordano invece è semplicemente contro ogni pericolo di crisi di Governo per cui se ne esce con queste sparate; solo che dovrebbe almeno rivendicarne la paternità.
Potrebbe dire che è Rifondazione a chiedere lo spostamento della base fuori da Vicenza, ma anche lì la vedo un po’ dura: lo slogan che ha accompagnato la mobilitazione del partito è stato ASCOLTARE LA BASE, NON COSTRUIRLA, Ferrero in Consiglio dei Ministri ha sostenuto la proposta di referendum e Elettra Deiana in Commissione Difesa del Senato ha proposto di vincolare il parere sulla base ad una conferenza che si occupi di rivedre le servitù militari. Quello che pensano il grosso dei militanti di Rifondazione poi non è difficile immaginarlo.
Ma allora il Giordano a nome di chi parla? Forse sarebbe meglio che si limitasse a fare il Segretario nazionale di se stesso.