Inbound e outbound, tutti a Roma il 9 settembre
Marina Biggiero* - Maxim Santelia**
Per anni, noi dei call center siamo stati presenti sui mass media in patinati spot pubblicitari sempre sorridenti, qualificati e disponibili. Sebbene da tempo ci ostiniamo a fare «inchiesta» e a denunciare le condizioni di lavoro dell’«operaio» delle tlc, organizzato in vere e proprie «catene di montaggio», in unità produttive di oltre 500 addetti (tra precari e garanti siamo in Italia centinaia di migliaia), oggi ci sembra doveroso ricordare i responsabili della nostra condizione, tralasciando (ma solo per il momento) le aziende che hanno ben svolto il loro «mestiere» accumulando vistosissimi profitti. I contratti «fuorilegge» a progetto sono stati ampiamente concessi (nella «veste» Treu o Legge 30), da decine di accordi firmati dai confederali, in tutti i call center d’Italia. Tra l’altro, va ricordato che già nel ‘98, l’Ispettorato del lavoro di Roma, ha depositato la stessa denuncia che tanto scalpore ha suscitato oggi e che è tutt’ora in corso un processo Inps-Atesia a cui noi abbiamo dato sostegno come Cobas. (more…)







