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Memorie da futbolandia

Gennaio 24, 2007 · No Comments

Spulciando su Noblogs ho trovato questo post che mi ha convinto ad inaugurare una categoria sul calcio: leggerlo è stato come sfogliare l’album dei ricordi.
Nell’estate del ‘90 ero sospeso a metà fra i 13 e i 14 anni, fra la scuola media e quella superiore, fra le prime boccate di sigaretta e le ultime partite a pallone; non che non abbia più giocato (e ci mancherebbe), ma erano le ultime di una fase in cui il calcio era un sogno totalizzante.

Quelle partite le giocavamo su campi improvvisati (il primo cortile o angolo di strada disponibile), con porte di legno autoprodotte, 60 cm di larghezza per 40 di altezza (circa) e una pallina di gomma di quelle che hanno dimensioni di poco più grandi di una boccia; uno contro uno, cinque minuti per tempo, seguendo il calendario del campionato di serie B. Tutta la nostra organizzazione (squadre, calendario, classifiche da aggiornare meticolosamente) ruotava attorno ad un album di figurine.
Funzionava più o meno così: eravamo in 6, ognuno di noi sceglieva la propria squadra fra le iscritte alla B (io il Monza) e la conduceva per l’intero campionato; seguivamo comunque il calendario completo, cambiando casacca all’occorrenza.
D’estate anche il campionato nostro era fermo, così si giocavano tornei alternativi (la Coppa campioni per esempio, due contro due, dieci minuti per tempo, Stella rossa di Belgrado) e si preparava la stagione successiva con la campagna acquisti. Si perchè noi, che eravamo avanti, facevamo anche il calcio mercato. Anche qui con alcune regole: uno straniero per squadra (tesserato da una società italiana) e possibilità di acquistare anche giocatori di A senza andare su nomi troppo impegnativi.
E’ proprio mentre penso al mio Monza del futuro che vedo Skuhravy giganteggiare ai mondiali di Italia 90 ed è subito colpo di fulmine. Così quando il Genoa lo acquista io lo inserisco nella mia rosa a far coppia davanti con Stefano Borgonovo; pensandoci adesso credo non assortirei più una coppia d’attacco così…
Non sono molti i periodi della mia vita che ricordo come vorrei e la cosa mi scoccia parecchio; fatico ad associare ad un intervallo di tempo preciso dei pensieri, delle abitudini degli avvenimenti.
L’estate del ‘90 invece la ricordo piuttosto bene: sono stati mesi (settimane) di rapida transizione; in poco tempo mi sono ritrovato alle superiori, con i capelli sulle spalle, con la prima canna in mano e con Thomas Skuhravy centravanti del Monza.
Ai nostalgici.

Categories: futbolandia

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