CombatBlog 2.0

In direzione ostinata e contraria

Febbraio 21, 2007 · No Comments

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L’avevo iniziato un mese e mezzo fa, ma l’ho piantato subito; la scorsa settimana l’ho ripreso e me lo sono bevuto in pochi giorni.
Quella che segue è una breve presentazione di In senso inverso di Philip K. Dick che ho scritto per un gruppo di lettura; se vi garba leggetevi il libro. Piacerà certamente di più.

La storia è ambientata a Los Angeles, in un ipotetico 1998 in cui i morti stanno rinascendo nelle tombe. Non si tratta di una storia di zombie; i morti stanno subendo una vera e propria inversione biologica: i loro tessuti si ricompongono, i loro corpi riprendono vita e tornano alla luce del sole per iniziare un percorso che li porterà a regredire ad uno stato embrionale e quindi sparire nel primo utero disponibile. Lo stesso che accade anche ai vivi.
Sono i bizzarri e terribili effetti della cosiddetta “fase Hobart”, dal nome dello scienziato che per primo ha previsto l’inversione temporale in corso. Questo processo influisce poi anche sulla quotidianità della vita delle persone, sulle loro piccole abitudini e sui bisogni di tutti i giorni: la gente non si nutre, ma rimette cibo da confezionare, fuma soffiando in mozziconi che a poco apoco si trasformano in sigarette intere, si appiccica peli da barba sul volto e esprime la sua rabbia o la sua indignazione esclamando “Cibo!”.
L’unica cosa che sembra non riavvolgersi su se stessa è la storia dell’umanità: il mondo ha conosciuto nel frattempo la terza e la quarta guerra mondiale e le rivolte dei neri iniziate nei primi anni ‘60 hanno portato alla disgregazione degli Stati uniti d’America: i due principali paesi sorti dal collasso del gigante nord americano sono gli Stati uniti occidentali, dove si trova anche Los Angeles, e la Libera municipalità negra.
Sebastian Hermes è un redivivo, conosce la tomba, il freddo, il senso di squallore e la paura che si prova nei momenti in cui si rinasce e si attende che qualcuno apra una via per uscire da sottoterra. Forse è per questo che ha deciso di aprire un vitarium, un’azienda che si occupa di estrarre dalla fossa i redivivi e presta loro le prime cure per poi rivenderli a parenti, amici o a chiunque sia interessato ad acquisirli. Lui poi ha una spiccata capacità di prevedere i “ritorni”; quando si aggira per un cimitero sente un processo di rinascita in corso, anche se questo non ha ancora sviluppato a pieno i suoi effetti. Così Sebastian riesce particolarmente bene nel suo lavoro.
Anche durante l’ultimo intervento percepisce una strana sensazione. Si trova con il suo staff in un piccolo cimitero di provincia per estrarre una anziana signora appena rediviva e quando ha ultimato il suo compito si mette a passeggiare per le tombe. La sua attenzione si fissa su di una in particolare, dalla quale giungono chiari segnali di una rinascita imminente; quella tomba ha un monumento elaborato e sulla pietra è scolpito il nome di Thomas Peak.
Sebastian capisce che non si tratta di un ritorno come gli altri, perchè questo Thomas Peak in vita era conosciuto come l’Anarca, il carismatico fondatore dell’Udi, una confessione religiosa molto diffusa fra i neri, molto rispettata e molto temuta. E’ chiaro che per il vitarium di Sebastian Hermes questo può essere un affare irripetibile.
All’Anarca Peak sono di certo molto interessati gli Uditi, i seguaci dell’Udi, che sono il gruppo più potente della Libera municipalità negra, ma contano su molti sostenitori anche negli Stati uniti occidentali. L’Anarca è il loro fondatore e loro lo attendono con sentimenti contrastanti; per i semplici fedeli è un messia che ritorna portando risposte sull’Aldilà; per chi attraverso l’Udi si è costruito una nicchia di potere, fra questi l’attuale leader Raymond Roberts, la sua rinascita potrebbe invece costituire più che altro un problema.
All’affare si interessa parecchio anche la Biblioteca pubblica d’Attualità. Questa ha il compito istituzionale di cancellare le testimonianze scritte di tutto ciò che non è più, di tutte le idee e le invenzioni figlie di autori regrediti alla fase embrionale e spariti in qualche utero. Dietro al suo ruolo la Biblioteca nasconde però un secondo volto: guidata dal Consiglio dei Cancellatori, si muove infatti come un soggetto assolutamente autonomo, molto potente e molto organizzato, che non esita a macchiarsi di reati pur di raggiungere i propri scopi. Per gli uomini della Biblioteca è importante che l’Anarca venga ucciso appena redivivo, per evitare che possa tornare a propagandare le sue teorie e riportare nuovo lustro all’Udi.
Sullo sfondo, molto più defilato, c’è anche l’interessamento della Chiesa romana.
Un’asta a queste condizioni potrebbe effettivamente rivelarsi molto vantaggiosa, ma le cose sono più complicate di quanto possa sembrare: gli Uditi sono pronti a fare offerte importanti, ma sono anche molto vendicativi e se non riuscissero ad acquisire l’Anarca potrebbere diventare pericolosi; la Biblioteca invece finge di trattare, ma tenta di impossessarsi del redivivo con la forza.
Come può Sebastian non rimanere stritolato in questo ingranaggio infinitamente più grande di lui?

Categories: books · culture

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