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Il Tfr per sommi capi

Marzo 13, 2007 · Lascia un Commento

Visto che siamo in periodo di scelte difficili, giro di seguito un breve sunto che ho preparato rispetto alla destinazione del Tfr. E’ solo descrittivo e preso molto alla larga, ma credo contenga le informazioni essenziali.
Per altre informazioni consiglio di guardare:

 


LA RIFORMA PER PUNTI

Chi è interessato
Tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, a prescindere dalla dimensione dell’impresa presso la quale lavorano.

Cosa si può scegliere

Si può scegliere in primo luogo di mantenere la disponibilità del proprio Tfr, lasciando così inalterata la condizione attuale.
Si può diversamente optare per la previdenza integrativa, scegliendo fra:

  • fondi detti “chiusi”, istituiti dal contratto di lavoro della categoria di appartenenza e gestiti dalle parti sociali(sindacati, organizzazioni imprenditoriali, ecc.)
  • fondi detti “aperti”, gestiti da imprese finanziarie (banche, assicurazioni, ecc.)

Il silenzio-assenso
Qualunque sia la scelta che si ritiene migliore, è necessario dichiararla. Chi al 30 giugno 2007 non avrà effettuato nessuna dichiarazione vedrà, per la regola del silenzio-assenso, il proprio Tfr automaticamente trasferito presso il fondo della propria categoria (fondo chiuso).
Per quelle categorie di lavoratori che ancora non hanno un fondo pensione è previsto il trasferimento del Tfr in un fondo transitorio costituito presso l’INPS. Quest’ultimo è in tutto assimilato ad un fondo di previdenza complementare.

Più o meno di 50 dipendenti
Il fatto di lavorare in un’impresa che occupa più o meno di 50 dipendenti è una questione che non interessa i lavoratori. Tutti sono comunque tenuti ad effettuare la dichiarazione, a prescindere dalla dimensione dell’impresa nella quale lavorano, pena lo scattare della regola del silenzio assenso.
Tutti i lavoratori che decideranno di mantenere la titolarità del proprio Tfr (indipendentemente dal fatto che lavorino in imprese con più o meno di 50 dipendenti) si dovranno in ogni caso rivolgere al proprio datore di lavoro per richiedere eventuali anticipi o per richiederne la liquidazione, esattamente come accade ora.

Cosa c’è di garantito
Per chi aderisce ai fondi pensione non c’è nessuna garanzia per quanto verseranno, sia che aderiscano a fondi aperti, sia che aderiscano a fondi chiusi. Entrambe le tipologie di fondi sono infatti investimenti sul mercato finanziario e alle sue regole si uniformano.
I fondi più rischiosi sono certamente quelli aperti, che rispondono alla logica del massimo profitto.
I fondi chiusi sono invece meno redditizi e più sicuri, ma assolutamente non garantiti. La loro maggior sicurezza risiede nell’impegno ad una gestione prudente del capitale investito (regolamentata e monitorata), ma questo non configura nessun tipo di garanzia. Concretamente, nel caso di fallimento del fondo non esiste nessuno che interverrà a restituire quanto versato.
Per gli stessi motivi sopra esposti (la natura di investimento finanziario dei fondi pensione) anche la rendita non è garantita, ma è legata al buon andamento del proprio investimento e del mercato finanziario nel suo complesso.
Per chi sceglie invece di mantenere la disponibilità del proprio Tfr c’è la garanzia che il proprio accantonamento non corra rischio alcuno, perché esiste un fondo di riserva presso l’INPS che interviene a risarcire il lavoratore qualora l’impresa presso la quale lavora e che ha in gestione il suo Tfr dovesse fallire. Anche per quanto riguarda il rendimento, il Tfr mantenuto nella propria disponibilità si rivaluta annualmente in parte in quota fissa (1,5%) e in parte in una quota variabile (75% dell’inflazione).

Un fondo pensione è per sempre
Chi aderisce ad un fondo pensione perde per sempre la disponibilità del proprio Tfr. Potrà passare da un fondo ad un altro, con modalità diverse nel caso si sia scelto un fondo chiuso piuttosto che un fondo aperto, ma non potrà più uscire dal regime della previdenza complementare. Quanto versato verrà restituito solo al maturare del diritto alla pensione di vecchiaia, secondo le modalità previste dal regolamento dei fondi per la previdenza complementare. Si potranno in ogni caso richiedere eventuali anticipi secondo i casi previsti dalla normativa, con la certezza che, trattandosi di un investimento finanziario, con la diminuzione del capitale investito, si ridurrà anche il suo rendimento.
Chi sceglie di mantenere la disponibilità del proprio Tfr può invece in qualsiasi momento scegliere diversamente e destinare il proprio accantonamento verso un fondo pensione.

Categorie: politica&c.

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