CombatBlog 2.0

Sciopero della fame in zattera

Settembre 26, 2006 · No Comments

Un agritoltore di Adro, sta presidiando dal sabato mattina le rive dell’Oglio sul territorio del comune di Capriolo, in un punto in cui il canale scolmatore della fognatura del comune arriva nel fiume. L’attivista ambientalista vuole denunciare il deposito sul fondale di tonnellate di fanghi pericolosi di origine industriale che provengono da un impianto (uno dei tanti in provincia di Brescia) che ad Adro trattava rifiuti speciali.
La denuncia non è nuova; gli ambientalisti della zona hanno già presentato mesi fa un esposto e ora l’agricoltore ha deciso di dare maggiore visibilità al problema con questa iniziativa davvero inedita: in sciopero della fame su una zattera adagiata nelle acque dell’Oglio.
Completa solidarietà da un bassaiolo che vive a 300 m dall’Oglio e che rifiuta i rifiuti.

Segnalo una breve rassegna stampa sulla protesta curata dal circolo di Legambiente “Ilaria Alpi” e una dichiarazione dell’agricoltore a Radio onda d’urto.

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Lombardia: quando la Legge 30 non basta

Settembre 23, 2006 · No Comments

Il Consiglio regionale lombardo ha approvato pochi giorni fa (19/09/2006) una Legge regionale in materia di mercato del lavoro, che assume, estremizzandola, la Legge 30. In particolare la Legge lombarda regola l’attività di intermediazione di manodopera e le funzioni di collocamento, prevedendo una sostanziale parificazione fra soggetti pubblici e privati. Le società di intermediazione che fino ad oggi fornivano lavoro in affitto potranno così, con un accreditamento regionale, integrare i loro servizi con l’attività di collocamento. Di più: sono previsti finanziamenti per tutti i soggetti accreditati, che andranno quindi a beneficio anche delle società di intermediazione.

Il testo del PDL approvato è consultabile dal sito del Consiglio regionale, mentre di seguito giro una dichiarazione di Luciano Muhlbauer, ex portavoce del Sin Cobas, oggi consigliere regionale di Rifondazione comunista.

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Ancora sul Libano: cosa si dice in giro

Settembre 21, 2006 · No Comments

Ieri il Parlamento federale tedesco ha approvato la partecipazione della Germania alla missione militare in Libano; l’esercito tedesco invierà così in Medio Oriente 2.400 uomini della marina. Il Cancelliere Angela Merkel, che ha parlato di “missione di dimensioni storiche”, ha trovato su questo provvedimento il consenso di una larga maggioranza di deputati (442), trovandosi però di fronte anche a 152 voti contrari e 5 astensioni. Non si è quindi visto quel “Parlamento di sole luci verdi” che abbiamo conosciuto in Italia durante l’ultimo voto sul rifinanziamento delle missioni militari e che ci apprestiamo a reincontrare quando anche le nostre camere si occuperanno della questione israelo-libanese. Anzi, il voto di ieri ha parzialmente disarticolato anche gli schieramenti politici, con 32 deputati dell’SPD e 12 della CDU che si sono ritrovati a votare contro la partecipazione alla missione (sostenuta ufficialmente proprio da SPD, CDU e Verdi, mentre contro si sono espressi PDS e FDP).
Interessante la netta posizione contraria della PDS, politicamente legata a Rifondazione che invece nella sua parte maggioritaria si sta dando da fare per far passare l’intervento militare come una missione di pace, assumendo anche lo schema del multilateralismo come orizzonte strategico per la sua politica internazionale.
Ieri le sigle del movimento tedesco NoWar si sono date appuntamento alle 20.00 alla Porta di Brandeburgo per una manifestazione contro l’intervento in Libano. Immagino che alla testa del corteo non sfilasse nessuno striscione inneggiante all’Onu; queste sono miserie che possiamo gustarci solo noi…

Di seguito giro invece la traduzione (curata da Antonello Zecca) di un’intervista all’attivista franco-libanese Nahla Chahal* apparsa sul settimanale francese Rouge. Keep reading →

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Mortadelle Beretta

Settembre 19, 2006 · No Comments

Amici di Beretta update#

Prodi è un grande.
Se ne va per un po’ di giorni in Cina in missione commerciale, continuando a dire che nel rapporto coi cinesi siamo in forte ritardo. Dice di aver concluso importanti accordi, ma nessuno sa di preciso cosa abbia combinato.
Poi, poco prima di partire, se ne esce con una dichiarazione contro l’embargo sulla fornitura di armi alla Cina e allora tutto ci appare più chiaro.
Non eravamo forse in ritardo nel cercare di inserirci nel mercato cinese? In quale settore la partita va giocata ancora tutta e noi possimo offrire un prodotto famoso nel mondo?

“Questo è un tema per il quale la comunità italiana nutre una particolare sensibilità”

e la famiglia Beretta anche…

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Nasce il centro studi Livio Maitan

Settembre 18, 2006 · No Comments

Roma, 16 settembre 2006

Due anni fa, il 16 settembre del 2004, è scomparso Livio Maitan. Militante storico del movimento operaio internazionale, l’inizio del suo impegno politico risale agli anni della resistenza durante l’occupazione nazista. Subito dopo la guerra, nel 1947, ha aderito alla Quarta Internazionale, di cui è stato dirigente dal 1951 sino alla sua morte. Nell’ultimo decennio della sua attività di militante ha contribuito con energia e convinzione alla creazione e alla costruzione del Partito della Rifondazione Comunista, nel quale è stato a lungo membro della Direzione Nazionale. Dal 2001 ha seguito con grande attenzione e partecipato al movimento altermondialista.
Per tutta la sua vita, Livio Maitan ha coerentemente cercato di unire e articolare la prassi politica alla teoria e allo sforzo analitico. La sua attività militante e la sua riflessione teorica sono state caratterizzate da un grande rigore, morale e del pensiero e da una apertura al dibattito e al confronto con posizioni differenti. Frutto di questa instancabile attività sono gli innumerevoli articoli e i volumi pubblicati: la traduzione in italiano e la cura di buona parte delle opere di Trotskij, saggi su temi diversi come la natura delle classi sociali in Italia, la politica economica internazionale, la storia del PCI, l’eredità teorica di Gramsci, e, infine, le caratteristiche e le contraddizioni del fenomeno cinese. I due sue ultimi lavori sono stati le sue memorie e una storia della Quarta Internazionale, in corso di pubblicazione per la casa editrice Alegre.
Quest’anno ha visto nascere un Centro Studi dedicato al suo nome e al suo ricordo. Un Centro Studi che si propone di riprendere il lascito di Livio Maitan, per renderlo vivo nel presente, dando un contributo alla ripresa del dibattito marxista a livello internazionale, favorendo l’incontro tra pensieri critici di cultura e tradizioni differenti, tra correnti militanti e ricerche universitarie e, infine, tra vecchie e nuove generazioni formate in contesti intellettuali e storici differenti.
Per poter vivere e rispondere a questi obiettivi, il Centro Studi ha bisogno del tuo sostegno. Per questo motivo abbiamo deciso di lanciare, nel secondo anniversario dalla scomparsa di Livio Maitan, una campagna nazionale di adesioni e raccolta fondi. Ti proponiamo di diventare amico o amica del Centro Studi Livio Maitan, versando un piccolo contributo, che ci aiuterà a realizzare i nostri progetti. Insieme a questa lettera troverai il programma di lavoro per l’anno 2006-2007e le condizioni e le informazioni per poter diventare amico o amica del Centro Studi.
Ti ringraziamo per il tuo sostegno,

Centro studi “Livio Maitan”

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Oriana Fallaci

Settembre 15, 2006 · 2 Comments

E’ morta Oriana Fallaci.
Non sono fra quelli che ridono; non sono fra quelli che piangono.
Ancora una volta, mi capita spesso, mi iscrivo al partito del “né… né”. Solo temo, al solito, il conformismo acritico delle celebrazioni postume, mi infastidisce il coro unanime e ipocrita di chi tesse le lodi del contenitore scordandosi del contenuto. Odio la brevità della memoria.
Cercherò di ignorarli, di rimanere indifferente, aspettando che se ne vadono questi primi, violenti temporali di inizio autunno.
Senza ridere e senza piangere.

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Riportiamoli a casa subito!

Settembre 13, 2006 · 1 Comment

Abbiamo inviato le nostre truppe in Prodistan pensando di poter costruire così un futuro di pace, benessere, prosperità, giustizia e ci ritroviamo invece guerre, sacrifici, lacrime, sangue. Noi ce ne possiamo tornare a casa se lo vogliamo, sfiduciati, ma sicuri nelle nostre tiepide case; ma i nostri ragazzi sono ancora in territorio nemico, assediati, senza nessuna possibilità di abbandonare il loro fortino.

Si sono battuti per noi e ora non possiamo lasciarli soli: RIPORTIAMOLI A CASA SUBITO!

Comitato per il ritito delle truppe dal Prodistan

Riportiamolo a casa!

Free Image Hosting at www.ImageShack.usPaolo Ferrero faceva il responsabile stato sociale per Rifondazione comunista; ha alle spalle un passato di operaio al Lingotto, militante di Democrazia proletaria e cattolico di base; è musicista e alpinista.

E’ partito per il Prodistan sperando di dare un contributo importante contro la precarietà e per una politica sociale più impegnativa, ma si è trovato a dover fronteggiare Padoa Schioppa e Cesare Damiano (e quelli che per divinazione parlano tramite loro). Potreste dire che doveva immaginarsi quello che lo aspettava acora prima di partire; è vero, ma questo non toglie che ora non possiamo lasciarlo solo nelle mani del nemico.

Ritiriamoci dal Prodistan! Riportiamolo a casa!

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Libano, perché sono ambigue risoluzione e missione Onu

Settembre 11, 2006 · No Comments

di Gilbert Achcar *(da www.ilmanifesto.it del 8/9/06)

L’Onu (la sua Carta in particolare) - è una preziosa conquista storica - lungi dall’essere perfetto, ma tra il possibile ed il desiderabile, bisogna preservarlo cercando di fare il meglio per migliorarle. Proprio per questo la sistematica violazione dei principi e delle regole stipulate nella Carta, come la deroga crescente al suo principio ispiratore, devono essere vigorosamente condannate. Keep reading →

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Sei stato tu, col tuo sasso…

Settembre 8, 2006 · No Comments

Qui non siamo a Genova, siamo a Brescia; o meglio a cavallo fra Brescia e Verona. Qui non si tratta di Carlo, ma di Paolo, anche se infondo le due storie sono così simili fra di loro e così simili a quella di Aldro. Sono storie di violenza di stato, di violenza impunita, di doppie verità.

Paolo è un giovane ultras della Curva nord del Brescia; il 24 settembre dell’anno scorso viene pestato selvaggiamente durante una carica della polizia alla stazione di Verona Porta nuova, sulla strada del ritorno dalla trasferta per assistere alla sfida Verona - Brescia. Da quel pestaggio Paolo esce male: rimane in coma per alcune settimane, viene operato alla testa e ancora oggi è in terapia di riabilitazione.

La carica, cercano da subito di sostenere gli ultras bresciani documentando la loro verità, è stata immotivata, brutale, premeditata. Secondo la Questura di Verona invece Paolo sarebbe stato colpito da un sasso lanciato dai tifosi in direzione della polizia.

La cronaca di oggi ci racconta della richiesta di archiviazione del caso fatta dalla Procura di Verona: Il pestaggio resterà impunito, non perchè si ritiene che questo non sia mai avvenuto, ma semplicemente perchè è impossibile risalire agli esecutori materiali. La magistratura scaligera accerta in sostanza la fondatezza delle ricostruzioni dei tifosi bresciani e parla anzi negli atti della richiesta di archiviazione di “pestaggio efferato”.

Su questi ultimi risvolti segnalo una dichiarazione [12' 20''] di un Ultras della Curva nord ai microfono di Radio onda d’urto.

update# (20/09/2006) Lettera di Simone della Curva Nord a Carmilla.

update# (22/09/2006) Diego, diffidato della curva bresciana, dal presidio di oggi fuori dal Tribunale contro l’archiviazione. Dichiarazione rilasciata a Radio Onda d’Urto.

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Finanziaria riformista

Settembre 7, 2006 · No Comments

Sempre della serie se li conosci li eviti…

Fassino su www.repubblica.it:

“È la linea della responsabilità e dello sviluppo. Contenere la spesa per fare investimenti. E allora non si può non intervenire nelle quattro voci che costituiscono gran parte della spesa pubblica: previdenza, sanità, pubblico impiego e enti locali.”

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